L’opposizione pressa per discutere il prima possibile la mozione di sfiducia nei confronti di Barbet

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Finalmente esce allo scoperto l’opposizione guidoniana che dichiara di non voler più partecipare ai prossimi consigli comunali, fino a quando non ci sarà la discussione della mozione di sfiducia al sindaco Michel Barbet.

Due le grane per il primo cittadino: ovviamente la questione di ‘Concorsopoli’ ovvero il concorso di Allumiere che ha portato all’assunzione di numerosi esponenti politici del Movimento Cinque Stelle e del Partito Democratico e le dichiarazioni del consigliere Claudio Caruso che è ormai uscito dal partito e di conseguenza è stato chiamato a chiarire la sua posizione.

Certo, le incongruenze non mancano neanche all’opposizione dove è presente lo stesso Partito Democratico coinvolto direttamente nello scandalo di Allumiere e con coinvolgimenti personali che arrivano anche nella Sala Consiliare di Palazzo Guidoni (o in modalità telematica, fa lo stesso).

Sarà un’estate di fuoco e non solo per il sole e i 40 gradi.

Il comunicato congiunto dell’opposizione – “Abbiamo partecipato alla conferenza dei capigruppo, riunione che tutti i rappresentanti di opposizione hanno abbandonato in segno di protesta per mancanza dei più basilari principi democratici. Ci aspettavamo la programmazione di un consiglio comunale per la discussione della mozione di sfiducia al sindaco, seduta che potrebbe essere calendarizzata a norma di legge a partire dal 26 aprile. Non possiamo certo ignorare la dichiarazione resa pubblica del consigliere Claudio Caruso, che porta il gruppo del Movimento 5 stelle ad 11 membri, per questo riteniamo sia opportuna una verifica dei numeri che legittimano l’attuale amministrazione. Ci siamo trovati di fronte invece ad una proposta di consiglio comunale per la trattazione di punti non urgenti. A fronte di una richiesta così rilevante, con un consiglio comunale in cui l’opposizione vanta la parità numerica con i consiglieri che sostengono il sindaco, siamo stati costretti ad uscire dalla conferenza per ribadire il diritto di questa città ad avere chiarezza. Per questo abbiamo deciso di non partecipare a consigli comunali precedenti a quello in cui si voterà la sfiducia, non intendiamo infatti continuare a legittimare questa amministrazione, che sulla carta ha già perso la città. Da giorni imperversa sui blog locali, i quotidiani nazionali e i programmi televisivi la vicenda delle assunzioni per scorrimento delle graduatorie di Allumiere. Pretendiamo che sulla vicenda si faccia chiarezza, non da ultimo per i cittadini che vivono quotidianamente l’assoluta carenza di servizi comunali”.

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Danilo D'Amico

Danilo D’Amico nasce a Tivoli (Rm) il 21 marzo 1986. Laureato in Scienze della Comunicazione presso l’Università Lumsa di Roma. Giornalista professionista dal 22 novembre 2011. Nel 2013 completa il percorso di studi con la Magistrale in Produzione Culturale e Giornalismo. Tre premi e riconoscimenti giornalistici conquistati durante l'attività. Appassionato di cultura, sociale, politica e calcio.

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