Area industriale di Guidonia Montecelio, dopo tre anni siamo sempre allo stesso punto

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In questi anni a ripetizione si sono visti cumuli di rifiuti e accampamenti rom presso le zone industriali Pip 1 e 2 di Guidonia Montecelio, in località Albuccione. Sul caso si è interessato anche il noto programma televisivo “Striscia la Notizia” per denunciare l’abbandono in cui duemila lavoratori e decine di imprenditori affidano le speranze del loro futuro e delle loro famiglie. Qui il comune detiene lotti che deve vendere per pareggiare i bilanci in rosso, un’operazione voluta dall’allora sindaco Filippo Lippiello ed ereditata da Eligio Rubeis, tenuta in ampia considerazione dal Movimento Cinque Stelle durante la campagna elettorale del 2017 quando tra i famosi 44 milioni di euro di passivo dell’Ente inseriva anche i mancati incassi di questa operazione. Prima di rientrare economicamente, il comune dovrebbe preoccuparsi di ridare dignità ad una zona divenuta immondezzaio a cielo aperto.

Quella del 20 ottobre è stata la sesta ordinanza del sindaco Michel Barbet che ha poi affermato: “Dopo l’allontanamento dei camminanti dalle zone industriali Pip 1 e Pip 2, la ‘TeKneko – Fratelli Morgante’ ha iniziato i lavori di rimozione dei rifiuti. Per prima cosa si sta partendo dal cosiddetto rifiuto ‘certo’, mentre nei prossimi giorni si provvederà alla caratterizzazione dei rifiuti ed alla rimozione del differenziato. Stiamo lavorando per ripristinare l’area restituendo decoro e prestigio alla zona industriale”.

Da tre anni ad occuparsi del caso è Giovanna Ammaturo, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale: “A testimonianza del fenomeno mentre Barbet si diletta a ricopiare le ordinanze ma amministra come un bradipo, abbiamo immortalato un camioncino che allegramente transitava carico di ferraglie di provenienza domestica. Basta poco per intercettare certi veicoli e dissuadere. Una multa o un fermo amministrativo per raccolta senza autorizzazione sono deterrenti peggiori di qualsiasi ordinanza che se poi diventano sei ammettono solo che si è senza il coraggio di amministrare”.

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